﻿{"id":810,"date":"2017-08-07T08:04:12","date_gmt":"2017-08-07T06:04:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ambcanberra.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2017\/08\/xii-conferenza-degli-ambasciatori\/"},"modified":"2017-08-07T08:04:12","modified_gmt":"2017-08-07T06:04:12","slug":"xii-conferenza-degli-ambasciatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambcanberra.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2017\/08\/xii-conferenza-degli-ambasciatori\/","title":{"rendered":"XII Conferenza degli Ambasciatori d&#8217;Italia (Roma, Milano, 24-27 luglio 2017)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Discorso dell\u2019On. Ministro in occasione della XII Conferenza degli Ambasciatori \u201cSicurezza e crescita: le sfide per l\u2019Italia e l\u2019Europa\u201d &#8211; Farnesina, 24 luglio 2017<\/strong><\/p>\n<p>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/p>\n<p>Signor Presidente della Repubblica,<\/p>\n<p>Signora Presidente della Camera dei Deputati,<\/p>\n<p>Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari,<\/p>\n<p>Onorevoli Deputati e Senatori,<\/p>\n<p>Signora Segretario Generale,<\/p>\n<p>Signore e Signori Ambasciatori,<\/p>\n<p>E\u2019 per me un grandissimo onore dare il benvenuto al Presidente Mattarella. Rivolgo anche un caloroso ringraziamento al mio collega il Ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, mentre ci raggiunger\u00e0 nella successiva sessione di questa Conferenza anche il Ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis.<\/p>\n<p>La diplomazia, come la politica, \u00e8 una missione. Valga per voi e per il vostro rapporto con la diplomazia quello che De Gasperi diceva per lui e per il suo rapporto con la politica: ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti . . . Ma per me, fin da ragazzo, era la mia missione.<\/p>\n<p>Voi Ambasciatori siete consapevoli dell\u2019importanza di vivere il servizio diplomatico come una vocazione orientata al mondo. E l\u2019apertura verso il mondo per il nostro Paese \u00e8 l\u2019ossigeno vitale per la sicurezza e per la crescita.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto \u201csicurezza e crescita\u201d come titolo quest\u2019anno della Conferenza degli Ambasciatori. Perch\u00e9 \u201cSicurezza e crescita\u201d sono i temi quotidiani del lavoro della nostra diplomazia, sono ci\u00f2 che pi\u00f9 ci chiedono i cittadini.<\/p>\n<p>In un mondo in cui non esiste il rischio zero, il sistema italiano in questi anni ha tenuto. Abbiamo avuto la capacit\u00e0 di combinare solidariet\u00e0 e sicurezza. Solidariet\u00e0: salvando migliaia di vite nel Mare Mediterraneo. Sicurezza: agendo con fermezza nell\u2019identificare e contrastare gli estremisti e i terroristi.<\/p>\n<p>In queste azioni per la sicurezza i diplomatici sono essenziali. L\u2019immaginario collettivo indentifica i diplomatici come il \u201cportale esterno\u201d del nostro sistema. Ad esempio, quando si verifica un disastro all\u2019estero, i diplomatici sono i primi a correre sul posto, ad accertarsi della presenza di italiani, e a prestare assistenza.<\/p>\n<p>Solo nell\u2019ultimo anno gli interventi della rete diplomatico-consolare a tutela degli italiani all\u2019estero sono stati piu\u2019 di 46.000 (dati 2016). Ricordo in particolare con grande gioia i momenti della liberazione e del ritorno in Italia di Del Grande, Provvisionato e dei due giornalisti nella Repubblica del Congo, ma ci sono tanti altri italiani tutelati e salvati dall\u2019azione diplomatica.<\/p>\n<p>I diplomatici fanno molto di pi\u00f9 di interventi emergenziali. Le loro azioni sono fondamentali per prevenire i conflitti e per trovare soluzioni alle crisi.<\/p>\n<p>Ad esempio, a chi chiede di costruire muri e chiudere le frontiere, la diplomazia, in modo paziente, risponde osservando che la sicurezza non si ottiene alzando ponti levatoi e che la chiusura delle frontiere finirebbe per sgretolare le fondamenta dell\u2019UE; ossia l\u2019organizzazione che pi\u00f9 di ogni altra ha garantito all\u2019Europa sessant\u2019anni di sicurezza.<\/p>\n<p>La nostra Unione \u00e8 infatti come un edificio costruito con l\u2019antica tecnica a secco. Una costruzione realizzata da blocchi di pietra disposti in modo da autosostenersi, senza l&#8217;uso di leganti esterni. Se per\u00f2 \u00e8 tolta una sola pietra centrale, tutto l\u2019edificio crolla.<\/p>\n<p>Oggi la nostra sicurezza \u00e8 soprattutto minacciata dalla distanza profonda tra l\u2019Europa e la sponda sud del Mediterraneo. Per troppi anni tra Europa e Nord Africa si \u00e8 consumata una frattura tra parole e cose, tra promesse e fatti, tra aspirazioni e realizzazioni.<\/p>\n<p>Questa frattura \u00e8 stata una delle ragioni per le quali in Europa non abbiamo saputo cogliere per tempo la realt\u00e0 e le esigenze della societ\u00e0 in trasformazione nel Nord Africa.<\/p>\n<p>Una frattura tra due continenti che ha generato mostri violenti tra i terroristi islamici, ma che ha anche prodotto una pericolosa crepa tra realt\u00e0 e demagogia populista all\u2019interno dell\u2019Europa. Un crepaccio che oggi rischia, se non vi poniamo urgente rimedio, di approfondirsi e di far sgretolare le nostre conquiste di settant\u2019anni di pace e prosperit\u00e0.<\/p>\n<p>Per questa ragione, \u00e8 ora pi\u00f9 che mai fondamentale la missione del diplomatico. Abbiamo bisogno di voi per avvicinare le distanze politiche, economiche e culturali che separano l\u2019Europa dall\u2019Africa. Al posto dei muri, abbiamo necessit\u00e0 vitale di ponti! Non ci inganni il fatto che il Mediterraneo \u00e8 un piccolo mare, in cui le due rive distano solo poche miglia l\u2019una dall\u2019altra. Siamo geograficamente vicini, ma politicamente ed economicamente la sponda Sud \u00e8 ancora lontana, lontanissima dall\u2019Europa.<\/p>\n<p>Solo quando avremo avvicinato l\u2019Africa all\u2019Europa e spento insieme gli incendi che divampano nella sponda Sud e sul cui fuoco soffiano cinicamente i partiti populisti, solo allora potremo dirci davvero sicuri. E solo allora avremo messo in salvo, dagli attacchi dei populisti, il pi\u00f9 efficace esperimento istituzionale della Storia moderna: l\u2019Unione Europea. Per fare ci\u00f2, evidentemente, occorre agire insieme, senza illudersi che ogni Stato possa auto-isolarsi, costruendo tutto intorno a se\u2019 un cordone sanitario nazionale.<\/p>\n<p>Per questo, nella Dichiarazione di Roma del 25 marzo, per rilanciare il progetto europeo, abbiamo scritto \u201cAgiremo insieme\u201d. E a noi &#8211; italiani, francesi e spagnoli &#8211; spetta pi\u00f9 di tutti l\u2019iniziativa per agire insieme e ridurre la faglia politica apertasi nel Mediterraneo. Una faglia che alimenta intolleranza e discriminazione: ossia i maggiori fattori di rischio per la tenuta dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>E\u2019 con questo spirito di iniziativa che l\u2019Italia \u00e8 ritornata in Libia. Siamo stati i primi a riaprire la nostra Ambasciata, perch\u00e9 la stabilit\u00e0 della Libia \u00e8 la chiave della sicurezza del Mediterraneo. L\u2019Italia sostiene l\u2019unit\u00e0 della Libia e ha in questi mesi approfondito la collaborazione con il Consiglio presidenziale presieduto da Serraj, mantenendo al contempo aperti i canali di dialogo e di cooperazione umanitaria con l\u2019est del Paese. Il fatto che oggi il Ministro Le Drian sia qui, per la terza volta in un mese in Italia, \u00e8 indicativo di quanto Italia e Francia operino in modo sinergico per favorire la stabilizzazione libica. E siamo entrambi convinti che la fragilit\u00e0 delle istituzioni libiche, di cui stiamo pagando il conto soprattutto noi italiani, pu\u00f2 avere un impatto devastante su altri Stati confinanti con la Libia. La posta in gioco \u00e8 alta e significativi sono i rischi per la sicurezza europea, se non riusciremo a disinnescare per tempo le minacce poste dai poteri oscuri di mafie, trafficanti e terroristi che proliferano in alcuni Stati fragili della regione. Vi e\u2019 un chiaro interesse a innalzare il livello di cooperazione in materia di sicurezza tra Paesi europei e quelli vicini alla Libia.<\/p>\n<p>E\u2019 con questa stessa consapevolezza che ho chiesto alla nostra diplomazia di usare tutti gli strumenti a loro disposizione per orientare la NATO anche a Sud e per lanciare con determinazione il progetto di Difesa Comune Europea, che non pu\u00f2 che guardare a Sud.<\/p>\n<p>E senza attendere i tempi di Bruxelles, alla Farnesina abbiamo ideato e realizzato nuove iniziative: come il Fondo Africa (di 200 milioni di euro) e la Conferenza di Roma sui Paesi di Transito dei flussi migratori. Ci tengo a ringraziare, in particolare, i Ministri Le Drian e Dastis per il loro convinto sostegno alla Strategia a favore dei Paesi di Transito che abbiamo definito insieme venti giorni fa proprio in questa stessa sala.<\/p>\n<p>E\u2019 una Strategia che punta sul rafforzamento dei confini meridionali della Libia con Niger, Ciad e Sudan, dove siamo molto ben rappresentati da giovani \u201cAmbasciatori di frontiera\u201d, che operano in prima linea senza la luce dei riflettori.<\/p>\n<p>Con lo stesso spirito abbiamo segnato un cambio di passo anche nella Cooperazione allo Sviluppo: l&#8217;Aiuto Pubblico allo Sviluppo italiano \u00e8 aumentato dallo 0,14% del Reddito Nazionale Lordo nel 2012 (2,1 miliardi di euro) allo 0,27% nel 2016 (4,6 miliardi). Lo abbiamo essenzialmente raddoppiato. Ne siamo orgogliosi e faremo di tutto per preservare questi fondi di civilta\u2019 e di sicurezza dalla scure dei tagli di bilancio.<\/p>\n<p>Vorrei citare, fra tanti impegni, quello in Iraq: dalla messa in sicurezza della Diga di Mosul alle forniture di beni scolastici per favorire il ritorno delle minoranze religiose, a settembre, nelle scuole che erano state chiuse da Daesh. E, lungo la stessa linea, abbiamo istituito alla Farnesina l&#8217;Osservatorio sulle minoranze religiose e sulla libert\u00e0 religiosa. Perch\u00e9 la cultura, l\u2019istruzione, \u201cle punta delle matite\u201d sono le armi pi\u00f9 efficaci contro il terrore.<\/p>\n<p>E\u2019 una linea che abbiamo confermato anche in Consiglio di Sicurezza, con il sostegno della Francia. Con la Risoluzione 2347, per la prima volta, il Consiglio di Sicurezza ha adottato una risoluzione sulla protezione del patrimonio culturale nelle aree di conflitto.<\/p>\n<p>L\u2019altra missione della diplomazia &#8211; e tema di questa Conferenza &#8211; \u00e8 la crescita.<\/p>\n<p>Il multilateralismo, voi lo sapete bene, \u00e8 lo spazio dove affermiamo i valori e le libert\u00e0 universali, innate in ogni persona. E\u2019 l\u2019arena delle nostre battaglie pi\u00f9 importanti a favore dei diritti umani, delle persone pi\u00f9 fragili, dell\u2019uguaglianza femminile, della protezione dei bambini, e dei diritti delle persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il multilateralismo \u00e8 per\u00f2 anche la linfa vitale del commercio internazionale.<\/p>\n<p>A differenza dei populisti, credo nel libero commercio. E ritengo quindi che il protezionismo non sia mai la risposta giusta. Soprattutto per un Paese esportatore come l\u2019Italia, che conta sull\u2019apertura dei mercati per la sua crescita.<\/p>\n<p>Per sessant\u2019anni l\u2019UE, il pi\u00f9 grande progetto multilaterale al mondo, ha creato le condizioni per i nostri scambi e per la nostra prosperit\u00e0. Far parte del pi\u00f9 grande blocco commerciale &#8211; costituito da 500 milioni di consumatori &#8211; ci rende pi\u00f9 competitivi di fronte ad altre grandi economie come gli USA e la Cina. E ci protegge da tentativi di misure protezionistiche unilaterali che altri Paesi si astengono dall\u2019adottare per paura delle possibili ritorsioni europee.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea e\u2019 un \u201cclub\u201d, la cui quota di iscrizione offre: 1. Pace; 2. Condizioni per il benessere economico; 3. Difesa dei diritti umani; 4. Libert\u00e0 di circolazione; 5. Una moneta unica che ci facilita la vita, i viaggi e gli affari; 6. Aiuti quando uno dei membri \u00e8 in difficolt\u00e0: pensate ai recenti terremoti in Italia; 7. La libert\u00e0 di vivere e lavorare in qualsiasi Paese del club. 8. Adesso nessuno paga piu\u2019 il roaming per le telefonate da un altro Stato europeo. E la quota di iscrizione al \u201cclub\u201d, per ogni cittadino europeo, \u00e8 meno del costo di un caff\u00e8 al giorno. Sono considerazioni, queste, che mi ha fatto piacere vedere circolare anche in rete, in una chat di giovani.<\/p>\n<p>Certo, in Europa non tutto funziona al meglio. Noi in questi anni abbiamo \u201cdetto s\u00ec\u201d alla politica degli investimenti e \u201cno\u201d alla grigia e burocratica austerity che ha represso la crescita. Ma non dimentichiamoci che l\u2019euro ha garantito il valore delle case, dei risparmi e delle pensioni dei nostri cittadini. Se uscissimo dall\u2019euro ci sarebbe il serio rischio di un dimezzamento del loro valore e della ricchezza degli italiani.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019euro ci ha difeso dalla crisi finanziaria e ci offre tassi di interesse bassissimi che ci consentono di pagare i mutui e di finanziare la crescita.<\/p>\n<p>Oggi siamo finalmente usciti da quella crisi. Nell\u2019Eurozona il c.d. \u201cindice di sentimento degli investitori\u201d \u00e8 al livello pi\u00f9 alto dal 2007. L\u2019Eurozona cresce a ritmi superiori agli USA. E anche l\u2019Italia \u00e8 tornata a crescere a ritmi sostenuti. Gli ultimi dati sull\u2019economia italiana del Fondo Monetario Internazionale ci fanno piacere e confermano che abbiamo rimesso l\u2019Italia sulla carreggiata giusta.<\/p>\n<p>La diplomazia economica italiana contribuisce a questa crescita. Il suo impatto l\u2019abbiamo dimostrato anche con i numeri: il valore del sostegno di Ambasciate e Consolati per l\u2019aggiudicazione all\u2019estero di gare e contratti alle imprese \u00e8 pi\u00f9 dell\u20191% del PIL, secondo uno studio indipendente di Prometeia.<\/p>\n<p>La diplomazia economica apre i mercati. Quelli vicini come i Paesi dei Balcani Occidentali e i loro 20 milioni di consumatori, che vogliamo integrare nell\u2019UE al pi\u00f9 presto. Quelli lontani come la Cina e la Mongolia: abbiamo aumentato la penetrazione nel vasto mercato cinese; e abbiamo \u201cconquistato\u201d la terra di Gengis Khan, dall\u2019anno scorso, con l\u2019apertura di una nuova Ambasciata guidata da un giovane e dinamico Capo Missione.<\/p>\n<p>La diplomazia economica \u00e8 un impegno a 360 gradi. Cito solo gli ultimi successi ottenuti dalle imprese italiane all\u2019estero con il sostegno diplomatico: un contratto ingente per la costruzione di un gasdotto che collega la Russia con la Cina, la finalizzazione della prima tranche della commessa di fregate italiane in Qatar, l\u2019aggiudicazione delle gare per la rete ferroviaria di Buenos Aires e per la metropolitana di Sidney, la concessione di un\u2019aerea per l\u2019esplorazione e lo sfruttamento di un blocco di idrocarburi in Oman, il recupero nel Regno Unito di 1,3 miliardi di euro di fondi destinati alla bonifica degli stabilimenti ILVA. E quanti altri compiti collaterali, nel frattempo, ho chiesto ai diplomatici come interessarsi al caso del bambino Charlie Gard e far togliere Napoli dall\u2019assurda classifica del Sun sulle citta\u2019 piu\u2019 pericolose al mondo.<\/p>\n<p>In questi mesi, ho notato per\u00f2 che non tutti gli imprenditori sono consapevoli di quello che pu\u00f2 fare la Farnesina per loro. E per questo mi sono messo anch\u2019io \u201cin marcia\u201d: a Milano, Torino, Padova, Treviso, Udine, Pescara, Firenze, Napoli, Ancona, Bari e Bolzano, attraverso le iniziative \u201cLa Farnesina Incontra le Imprese\u201d e il \u201cRoadshow per l\u2019internazionalizzazione\u201d, per far conoscere i nostri strumenti.<\/p>\n<p>Quello che chiedo oggi, a voi Ambasciatori, \u00e8 di fare lo stesso: di non aspettare che gli imprenditori vengano da voi, di andare voi dagli imprenditori!<\/p>\n<p>La novit\u00e0 di questa Conferenza degli Ambasciatori non \u00e8 il B-to-B (Business-to-Business) che spesso gli Ambasciatori organizzano per le imprese, ma l\u2019A-to-B (Ambasciatori-to-Business). Quindi, vi abbiamo organizzato una lunga lista di incontri A-to-B, che farete domani, in base alle specifiche richieste degli imprenditori.<\/p>\n<p>E mi fa piacere che queste giornate di lavoro si concluderanno con incontri economici a Milano, ai quali anch\u2019io vi accompagner\u00f2.<\/p>\n<p>Cari Ambasciatori, la politica estera ha cambiato velocit\u00e0 e deve costantemente fare delle scelte. Non conta piu\u2019 dove si e\u2019, ma cosa si fa. Non e\u2019 tanto importante essere seduti al tavolo, anche perche\u2019 i formati sono diversi e variabili, ma e\u2019 fondamentale avere idee, essere intraprendenti e, soprattutto, capacita\u2019 di iniziativa.<\/p>\n<p>In questo tempo di velocita\u2019, se si resta inerti, lo spazio vuoto e\u2019 inevitabilmente colmato da qualcun\u2019altro. Sono numerosi gli esempi degli ultimi mesi in cui questa legge, che la diplomazia condivide con la fisica, ha trovato conferma in politica estera.<\/p>\n<p>Queste sono le mie convinzioni che guidano le mie scelte.<\/p>\n<p>Se devo scegliere fra la costruzione di un muro o di un ponte, sceglier\u00f2 sempre il ponte, perch\u00e9 \u00e8 la via del dialogo e della sicurezza.<\/p>\n<p>Se devo scegliere fra i dazi del protezionismo e il libero commercio, sceglier\u00f2 sempre il libero commercio, perch\u00e9 \u00e8 la via della crescita.<\/p>\n<p>E ovviamente, sceglier\u00f2 sempre la diplomazia e ne sosterr\u00f2 la missione e i valori contro gli istinti rabbiosi e gli strepiti insensati dei populisti.<\/p>\n<p>Concludo con un aneddoto molto caro a Leonardo Sciascia, scrittore delle mie terre, e relativo a un grande artista spagnolo che si afferm\u00f2 in Francia: Pablo Picasso. Quando Picasso dipinse la giovane Gertrude Stein, la ritrasse come una signora matura, eppure egualmente attraente. Agli amici che notavano che il ritratto non era somigliante alla Stein, il Maestro rispondeva: \u201clo diventer\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Io non ho la stessa preveggenza di Picasso, ma sono sicuro che se in Europa agiremo insieme, se sapremo unire visione e impegno concreto, se ridurremo le distanze nel Mediterraneo, potremo realizzare i pi\u00f9 ambiziosi obiettivi e consegnare alle nuove generazioni una Unione Europea pi\u00f9 matura e soprattutto pi\u00f9 sicura e prospera. Anche perche\u2019, se paragonata ai secoli passati dall\u2019adozione delle prime Costituzioni democratiche europee, l\u2019Unione Europea e\u2019 ancora una giovane donna di appena 60 anni, che a me piace immaginare ancora piu\u2019 affascinante e bella, quando sara\u2019 piu\u2019 matura.<\/p>\n<p>Adesso, \u00e8 con grande onore che do la parola al Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. 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